Libri, film & musica
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Libri, pellicole e lyrics che parlano di destino e coincidenze,
vite vissute e occasioni perdute.
Segnalateli anche Voi!
scrivetemi.
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William Ernest Henley
INVICTUS.
Dal profondo della notte che mi avvolge, buia come il pozzo piu' profondo che va da un polo all'altro, ringrazio quali che siano gli dei per la mia inconquistabile anima.
Nella morsa della circostanze, non mi sono tirato indietro, ne' ho pianto.
Sotto i colpi d'ascia della sorte, il mio capo sanguina, ma non si china.
Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime appare minaccioso ma l'orrore delle ombre, e anche la minaccia degli anni non mi trova, e non mi troverà spaventato.
Non importa quanto sia stretta la porta...quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima.
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Studiosi di coincidenze.
Dal Settecento a oggi la cultura scientifica ha fatto passi da gigante e ai nostri giorni quasi nessuno si sogna di considerare il vissuto quotidiano come qualcosa di immodificabile piovuto dall'alto. La realtà, per quanto sfaccettata, va compresa e spiegata in termini razionali. Il problema, caso mai, nasce quando, pur con tutta la buona volontà di questo mondo, non si riesce a dare una spiegazione logica agli eventi che ci circondano.
Ne sa qualcosa Ken Anderson, un giornalista australiano che ha speso alcuni anni della sua vita a raccogliere documentazione su un gran numero di vicende strane ma vere accadute in diversi paesi.
Quest'insieme di episodi costituisce il contenuto del volume "Coincidences, chance or fate?" (Coincidenze, caso o destino?) edito dalla Blandford Book di Londra. Il libro, che non è ancora stato tradotto in italiano, elenca tutta una serie di coincidenze tratte rigorosamente dalla vita reale, con nomi e cognomi dei protagonisti.
dal sito rinodistefano.com
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Hagakure: il libro segreto dei samurai.
"...Adesso è il momento presente e il momento presente è adesso..."
"Si può imparare qualcosa da un temporale. Quando un acquazzone ci sorprende, cerchiamo di non bagnarci affrettando il passo, ma anche tentando di ripararci sotto i cornicioni ci inzuppiamo ugualmente. Se invece, sin dal principio, accettiamo di bagnarci eviteremo ogni incertezza e non per questo ci bagneremo di più. Tale consapevolezza si applica a tutte le cose."
"Di certo esiste solo il particolare scopo del momento presente. Tutta la vita è fatta di attimi che si susseguono. Una volta compresa questa regola fondamentale, il samurai non deve più manifestare impazienza nè porsi altri scopi. L'esistenza scorre semplicemente.
Tuttavia le persone tendono a dimenticare tale precetto, pensando che esista sempre qualcosa di più importante.
Pochi capiscono il valore di questo principio.
Non si può imparare a conformarsi alle proprie decisioni senza perdere la Via, se non dopo una certa età, ma, una volta raggiunta l'illuminazione, anche se non se ne ha chiaramente coscienza, la determinazione è sempre presente.
Se ci fissiamo in questo stato di attenzione continua, raramente ci sentiremo confusi, poichè così restiamo fedeli ai nostri principi."
"La vita dura solo un istante; è necessario avere la forza di andare avanti facendo ciò che più ci piace.
In questo mondo fugace come un sogno vivere nella sofferenza, non facendo che cose spiacevoli è pura follia.
Questo principio, mal interpretato, può tuttavia essere nocivo, così ho deciso di non insegnarlo ai giovani..."
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De Crescenzo: Panta Rei.
"Guardo una foto di quando avevo sedici anni e ne guardo una d'oggi. Dio, come sono cambiato! Poi mi chiedo: ma quando è successo? Di notte? Mentre dormivo? E come mai il mattino dopo non me ne sono accorto? La verità è che cambiamo al rallentatore, attimo dopo attimo, cellula dopo cellula, come le lancette dell'orologio che si muovono anche se nessuno le vede muoversi.
Panta Rei diceva Eraclito, tutto scorre, e con il tutto anche la vita passa senza che si possa far nulla per trattenerla. Sono voci e immagini che vengono dal passato. Si accavallano, si mischiano, si confondono, si spintonano l'un l'altra per paura di sparire per sempre in un blob sneza capo nè coda...
...E nel frattempo, di nascosto, come un ladro, il tempo mi scippa le cellule. Qui mi ruba un neurone, lì mi sclerotizza una vena, là m'imbianca un capello. Vado a cambiare le lenti agli occhiali. Il tabellone dell'ottico s'illumina. Ormai leggo solo le prime due righe. Secondo dopo secondo il mio corpo muta, e quello che prima facevo senza starci troppo a pensare, ora comincia a diventare difficile: anche un'operazione semplice come infilarsi i calzini diventa un pochino complicata. Non che non ci riesca, sia chiaro, però faccio fatica a infilarli, e quindi è meglio che mi sieda.
Insomma tutto scorre, panta rei."
dal libro "Panta Rei" di Luciano De Crescenzo.
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L'intenzione crea le coincidenze.
"Tutti i bambini che conoscono la storia di Aladino sognano di poter trovare come lui una lampada magica che, se strofinata, liberi un genio pronto a esaudire ogni loro desiderio.
Noi adulti, invece, sappiamo benissimo che non esistono lampade magiche e geni disponibili, e ci teniamo dentro tutti i nostri sogni.
Ma se fosse davvero possibile realizzare i desideri, quale sarebbe il primo? Quale potrebbe soddisfare le vostre esigenze più profonde? Quale consentirebbe alla vostra anima di compiere il suo destino?
L'intenzione crea le coincidenze, è la ragione per cui succede esattamente ciò che pensiamo, il motivo che provoca la guarigione di alcune persone o la remissione della loro malattia, e orchestra tutta la creatività dell'universo.
Noi esseri umani siamo in grado di migliorare la nostra vita grazie all'intenzione, ma perdiamo tale capacità ogni volta che il nostro sè viene oscurato dalla sua stessa immagine, in pratica quando sacrifichiamo il nostro vero sè in favore dell'ego.
L'intenzione organizza in maniera sincronistica una serie di attività notevolmente variabili, a prima vista caotiche e non legate fra loro, dando vita a un sistema dinamico ben ordinato e capace di congegnarsi da solo.
Tale sistema si manifesta contemporaneamente sia come il mondo osservato sia come il sistema nervoso attraverso il quale lo si osserva.
L'intenzione, è responsabile anche di tutti i processi legati ad apprendimento, memoria e ragionamento, oltre che delle attività motorie. In altre parole, l'intenzione è alla base della creazione.
Lantico testo vedico noto come Upanishad dichiara:
"Voi siete ciò che è il vostro desiderio più profondo. Così come è il vostro desiderio, così è la vostra intenzione. Così come è la vostra intenzione, così è la vostra volontà. Così come è la vostra volontà, così sono le vostre azioni. Così come sono le vostre azioni, così è il vostro destino".
In altre parole, il nostro destino deriva dai livelli più profondi di desiderio e intenzione, che sono intimamente connessi tra loro."
dal libro "Le coincidenze" di Deepak Chopra
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I-Ching
La filosofia alla base de I Ching è il mutamento, il cambiamento continuo. Tutto è impermanente, nulla rimane fisso ed indentico a se stesso, nulla è definitivo, nulla è predestinato. Nel mondo e nella nostra vita tutto cambia e ciascuna azione che compiamo è all'origine di un cambiamento, di un'azione futura, ed a loro volta queste azioni future saranno causa di altri cambiamenti, e così via.
I Ching è anche conosciuto come "Il libro dei mutamenti".
Il questo mondo dove tutto è impermanente e dove tutto cambia in continuazione, dove qualsiasi azione da il via ad una serie imprevedibile di cambiamenti a cascata, come sarebbe possibile predire il futuro? E' impossibile.
L'unica previsione possibile è quella che risponde alla seguente domanda: viste le attuali condizioni, cosa succederà in futuro?
L'oracolo de I Ching non è quindi la previsione di un futuro "che accadrà" comunque, ma è una fotografia del presente nella quale si scorgono, come se fossero dei movimenti veloci e sfocati, le traccie che porteranno al futuro.
Se fotografassimo una macchina di formula uno in piena velocità, la vedremmo sfocata, composta dall'immagine del presente e da tante immagini della sua posizione nel passato che la seguono formando una specie di scia.
La fotografia che ci da l'oracolo de I Ching, invece, è un'immagine della nostra posizione nel presente e da tante immagini della nostra situazione nel futuro. Il nostro presente è il primo esagramma dell'oracolo, mentre le linee del mutamento rappresentano il sentiero che compiremo (ma spesso si tratta del suggerimento che I Ching ci offre per il nostro comportamento nel futuro) e l'esagramma risultante dal mutamento sarà la nostra condizione nel futuro (sempre che si sia seguito il sentiero rappresentato dalle linee del mutamento).
L'origine de I Ching (in cinese "La Legge") risale così indietro nel tempo che non è possibile documentarla con sicurezza. Inoltre molti saggi cinesi contribuirono a trascritture diverse, ora aggiungendo ora togliendo.
Una prima traccia la troviamo durante il regno dell'Imperatore Fui, che regnò in Cina dal 2852 al 2737 Avanti Cristo. Egli inventò gli otto trigrammi che sono alla base de I Ching, ed elaborò una prima tecnica di consultazione dell'oracolo.
Fui fu una figura molto importante e fra le sue invenzioni figurano anche la pesca a strascico, l'allevamento degli animali e l'allevamento dei bachi da seta.
Altri personaggi che hanno contribuito alla nascita ed allo sviluppo de I Ching sono stati il Re Wen Wang (circa 1150 a.C.), Lao Tzu (circa 600 a.C.), autore anche del "Tao Te Ching", e Confucio (circa 551-479 a.C.). Le filosofie di questi ultimi due personaggi hanno influenzato molto I Ching, rispettivamente con il Taoismo ed il Confucianesimo.
Ed infine, nelle trascrizioni seguenti appare l'influenza spirituale, etica e filosofica, che deriva dalla diffusione del Buddhismo in Cina.
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Casualità e Arte.
Per fare un poema dadaista:
prendete un giornale. Prendete delle forbici.
Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che contate di dare al vostro poema.
Ritagliate l’articolo.
Ritagliate quindi con cura ognuna delle parole che formano questo articolo e mettetele in un sacco. Agitate piano.
Tirate fuori quindi ogni ritaglio, uno dopo l’altro, disponendoli nell’ordine in cui hanno lasciato il sacco.
Copiate coscienziosamente. Il poema vi assomiglierà.
Ed eccovi "uno scrittore infinitamente originale e d’una sensibilità affascinante, sebbene incompresa dall’uomo della strada". (Tristan Tzara)
Questa frase di Tristan Tzara esprime molto efficacemente il meccanismo al quale la poetica dadaista affida la produzione dell'opera d'arte: la casualità.
Per la verità il caso ha un ruolo molto importante in varie correnti culturali, basti pensare al Surrealismo, dove svolge il ruolo di rivelatore dell'inconscio, o anche a molti movimenti dell'arte moderna o contemporanea, quali l'action painting di Pollock e la sua gestualità spontanea e casuale, o anche l'Astrattismo e l'Informale in tutte le sue varianti.
Dice Jean Arp: "La legge del caso, che racchiude in sé tutte le leggi e resta a noi incomprensibile come la causa prima onde origina la vita, può essere conosciuta soltanto in un completo abbandono all’inconscio. Io affermo che chi segue questa legge creerà la vita vera e propria".
E proprio il tema della casualità e dell'irrazionalità di cui è imbevuto il Dadaismo sarà la premessa al suo graduale scivolamento verso la poetica surrealista, sua naturale evoluzione estetica.
dal sito http://guide.dada.net a cura di Arch. Vilma Torselli
Per approfondire:
Tristan Tzara - Manifesti del dadaismo e Lampisterie,
Torino, Einaudi, 1990
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Fabio Volo: "Il giorno in più".
Ero in un centro commerciale con un'amica quando è entrata nella libreria per acquistare dei libri.
Non potendo entrare a causa del carrello della spesa, mi sono fermata all'entrata.
Un libro ha subito catturato la mia attenzione: l'ultimo di Fabio Volo.
Mi è sempre piaciuto per la sua irriverenza e simpatia.
Fabio è uno di quei tipi che dicono ciò che pensano e io adoro questo tipo di persone.
Ho iniziato a leggere e avrei continuato se la mia amica non me lo avesse strappato dalle mani per trasformarlo in un grazioso pacchetto regalo che mi avrebbe poi dato a natale.
E' un libro che leggi tutto d'un fiato.
Ti ritrovi a ricordare, insieme al protagonista, tanti vecchi ricordi dell'infanzia.
Ridi come una matta come se ti ritrovassi a vivere quelle scene esilaranti e la gente ti guarda storto perchè in verità sei seduta in un bar a leggere con un caffè caldo sul tavolino ;)
Ti emozioni perchè anche tu..in barba a tutto ciò che hai detto e fatto fino ad ora, contagiato da tanto entusiasmo, ti metteresti in gioco come Giacomo partendo dall'altra parte dell'oceano..
Grazie Fabio, perchè finalmente qualcuno ha l'audacia necessaria per essere franco, senza nessuna ipocrisia e ammette sentimenti e pensieri che la maggior parte delle persone non hanno il coraggio di dire o esprimere.
E' un libro che vivi con trasporto, ricco di citazioni musicali da intenditori, consigli gastronomici e luoghi da visitare.
I dialoghi sono accattivanti, curiosi e ricchi di spunti da tenere a mente in un rapporto di coppia.
Un libro che consiglio a tutti, anche perchè forse Fabio Volo ha trovato il modo di far incontrare a metà strada, per quanto diversi, uomini e donne.
Speriamo che qualcuno ne tragga un film ;)
Ecco alcune citazioni tratte da "Il giorno in più":
"Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti."
"..per essere ridicoli ci vuole coraggio.."
"L'aereo è atterrato. Una cosa che non capisco della gente è la velocità con cui si alza appena l'aereo si ferma. Le porte sono ancora chiuse e tutti sono già in piedi con la testa piegata in avanti, sotto le cappelliere, in maniera assolutamente scomoda..In quella postura tutta la loro intelligenza.(...)L'ultimo passegggero dall'aereo, rimaneva seduto fino alla fine e faceva tutto in tre secondi: si alzava, prendeva il bagaglio, scendeva. Salendo per ultimo sull'autobus, era anche il primo a scendere al terminal."
"..La cosa che mi eccita di più in una donna è il mistero, la sconosciuta che è in lei..(...) Sono un esploratore, un navigante, un marinaio, un pioniere, un biaggiatore. Amo le donne. Per questo non sono mai stato praticamente fidanzato. Perchè le amo, e non mi piace tradirle. Le altre donne mi distrarrebbero da quella con cui sto. Non riesco a rinunciare alle altre perchè io sono vittima del bacio non dato, del corpo sconosciuto, dello sguardo misterioso."
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Film sul destino.
"Cosa sarebbe successo se..?"
Ve lo siete mai chiesto?
Sicuramente almeno una volta.
E' ciò di cui parla "Sliding Doors", film con Gwineth Paltrow.
Mentre una mattina va al lavoro come suo solito, la protagonista a causa di un piccolo inconveniente, vede chiudersi davanti le porte scorrevoli della metropolitana (sliding doors appunto).
Cosa sarebbe successo se fosse riuscita a salire?
E' da questo momento che la sua vita si sdoppia mostrando lo sviluppo delle due situazioni.
E' reale la prima, la seconda o paradossalmente entrambe?
Il finale è a sorpresa e ci svela il pensiero del regista sul destino.
Segnalatemi i film che conoscete sull'argomento!
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Telefilm: Tru Calling.
Tru Calling è un telefilm che ha come protagonista Eliza Dushku (l’attrice che interpreta la cacciatrice di vampiri Faith nella ben più fortunata serie Buffy). Tru Davies, una studentessa di medicina, lavora in un obitorio. Scopre che da alcuni cadaveri – non da tutti – esce una voce che solo lei può sentire e che chiede: “Aiutami”. A questo punto le ultime ventiquattro ore “si riavvolgono”: Tru le rivive una seconda volta, ricordando tutto quello che è già avvenuto (così che, per esempio, può impedire piccoli guai familiari e, se ha bisogno di denaro, scommettere sul risultato di eventi sportivi di cui conosce già il risultato) e cercando di salvare la vita alla persona che le ha chiesto aiuto. Se la prima stagione era apparsa ripetitiva ai critici, la seconda ha ricevuto numerosi consensi. La storia si è andata sempre più concentrando sulla lotta fra Tru e Jack (interpretato da Jason Priestley, che era il fratello gemello di Brenda nella serie Beverly Hills 90210). Per entrambi le stesse giornate “si riavvolgono”, ma i due lavorano per Poteri diversi: Tru cerca di salvare chi è stato vittima di un incidente o di un omicidio, Jack di impedire che Tru svolga la sua opera di salvezza perché il Potere che lo ispira pensa che il destino non debba cambiare. Scopriamo anche che il mentore di Jack – e il suo predecessore in una lunga catena di “agenti” del destino immutabile – è il padre di Tru, e che l’ultima in una serie di persone cui è invece concesso cambiare il fato e salvare persone destinate a morire è stata, prima di Tru, la sua defunta madre. Gli spettatori e Jack sanno – ma non lo sa Tru – che alla fine, disperando di poterla battere, il padre della protagonista ha ucciso la moglie.
Nonostante i consensi della critica, la casa produttrice Fox ha tagliato brutalmente la serie dopo la sesta puntata della seconda stagione. In America capita spesso: se gli ascolti non sono quelli sperati i telefilm finiscono anche se non è finita la storia. E alla Fox – alla ricerca di un sostituto “soprannaturale” per gli orfani di Buffy, finito dopo sette gloriose stagioni, e della sua derivazione Angel, ora anch’essa terminata – si erano innamorati del promettente Point Pleasant, lanciato in prima serata al posto di Tru Calling (anch’esso, come il telefilm con la Dushku, con uno staff ampiamente importato da Buffy) ma chiuso anche lui dai volubili dirigenti televisivi dopo appena una stagione. Anzi, l’ultimo episodio “natalizio” di Tru Calling è stato distribuito solo in Nuova Zelanda e in Italia: il pubblico americano non l’ha mai visto. La serie finisce con molte questioni irrisolte: nell’ultimo episodio americano (penultimo in Italia) Tru per la prima volta ha salvato una persona che è morta ma non le ha chiesto aiuto, il biondo studente Jensen di cui si è innamorata, cercando fra i morti di giornata fino a che ha trovato qualcuno che le ha detto “Aiutami”, provocando il “riavvolgimento” del tempo e consentendole di salvare anche Jensen. Nell’episodio “natalizio” Jack e il padre di Tru promettono di “occuparsi” di Jensen a tempo debito: ma la serie finisce.
Sembra che Mediaset abbia ricevuto migliaia di richieste su “come va a finire”, ma afferma di non saperne nulla e anche la Fox tace. Tuttavia una delle autrici degli scenari – Doris Egan – ha parlato e, grazie sia alle sue prese di posizione semi-pubbliche sia a qualche corrispondenza privata, siamo in grado di rivelare ai lettori come sarebbe proseguito Tru Calling. Come per Buffy e per tutti gli show della “famiglia” di Buffy – dove c’è una religiosità di fondo, ma a metà fra lo gnosticismo e il paganesimo – cruciale è quella che gli autori chiamano “mitologia”. Come in Angel in Tru Calling ci sono due Poteri che in una grande mitologia gnostica si contrappongono senza che l’uno riesca a prevalere sull’altro. Un Potere ha programmato il Fato come tutti lo conosciamo: come si dice, chi muore giace e chi vive si dà pace. La mitologia non spiega per quali fini questo Potere, che è il più antico, agisca: Jack e i suoi predecessori ci direbbero che, nonostante tutte le apparenze, ci assicura l’ordine, una chiara frontiera fra la vita e la morte, e il migliore dei mondi possibili. A un punto imprecisato nel tempo, forse perché il primo Potere si è diviso in se stesso come in altre cosmologie gnostiche, un secondo Potere è sorto, si è ribellato e ha deciso di offrire ad alcune delle persone che muoiono – scelte in modo più o meno arbitrario – una seconda possibilità. Dopo la morte passano in uno stato intermedio in cui possono scegliere se rimanere morte o chiedere aiuto agli agenti del secondo Potere, che in questo caso riporteranno indietro il tempo di ventiquattr’ore e cercheranno di salvarle. Come le cacciatrici di vampiri di Buffy le agenti del secondo Potere esistono da secoli e si tramandano la capacità di rivivere le giornate una seconda volta secondo linee generazionali (Tru lo ha ricevuto dalla madre). Ma il primo Potere non è rimasto inattivo e ha creato a sua volta una linea di agenti per cui il tempo si riavvolge quando si riavvolge per le Tru di tutte le generazioni. Questi agenti del Potere più antico, l’ultimo dei quali è Jack, lavorano perché il Fato si compia senza interferenze e chi era destinato a morire, in effetti, muoia.
Doris Egan afferma di essersi ispirata allo scrittore contemporaneo (che in effetti si potrebbe chiamare neo-gnostico) Philip Pullman, ma c’è una lunga linea di ribelli al Fato a partire dal Satana di Milton nel XVII secolo. Dal momento che lo spettatore è indotto a fare il tifo per chi salva le vite e non per chi lavora per la morte, un critico cristiano potrebbe obiettare che la mitologia di Tru Calling è vagamente luciferina e si schiera dalla parte di chi si ribella a Dio e ai suoi imperscrutabili disegni. Ma questo critico sbaglierebbe obiettivo, perché l’universo mitologico di Tru Calling non è cristiano, è pagano. Non ci sono i buoni e i cattivi, Dio e il Diavolo, ma – come in una tragedia greca – c’è il Fato, che è capriccioso e crudele e non corrisponde affatto alla nozione cristiana di una Provvidenza amorosa e volta al bene, e c’è chi, nobile e generoso, si ribella al Fato ma così interferisce con il destino e deve sempre pagare un prezzo. In un'altra serie di telefilm a chiave mitologica molto popolare anche in Italia, Streghe (Charmed), le sorelle protagoniste che sono “streghe buone” possono viaggiare nel passato ma cercano raramente di cambiarlo perché sanno che il prezzo da pagare può essere altissimo.
Questo, appunto, sarebbe stato chiarito nella parte di Tru Calling che non è mai stata realizzata e che avrebbe riservato grosse sorprese a chi – interpretando quasi istintivamente alla luce di duemila anni di religiosità cristiana un universo mitologico pensato invece dai suoi creatori come pagano – si era abituato a considerare semplicemente Tru e i suoi amici che ne condividono il segreto “i buoni” e Jack e i suoi complici “i cattivi”. Niente affatto, avrebbero spiegato le puntate successive, che vanno ben oltre le precedenti in cui Jack diventa più umano e ammette di sentire il suo lavoro come un peso di cui preferirebbe liberarsi. Torniamo alla penultima puntata: Tru salva Jensen, che non le ha chiesto aiuto, perché è innamorata di lui. Così facendo, viola le regole non solo del Potere per cui opera Jack ma anche del Potere ribelle che si serve di lei e che la ha incaricata di sottrarre alla morte solo quei pochi a cui, in modo arbitrario, è stata offerta una scelta (Jensen non è fra questi). Quando glielo si fa notare, risponde che non sa bene per chi lavora e che nessuno le ha mai fatto vedere un regolamento (in realtà qualche cosa di simile a un testo – a somiglianza del Libro delle Ombre in Streghe – esiste: è il diario della madre di Tru, custodito in una banca e che il padre fa di tutto per tenere nascosto alla figlia; ma anche questo è materia di una puntata che non è mai stata girata).
Nella puntata “natalizia” interlocutoria sembra che la “colpa” commessa da Tru quando ha salvato Jensen non abbia conseguenze. Ma nelle puntate successive, mai girate né andate in onda (e in parte scritte da una delle autrici di Buffy, Jane Espenson), Tru scopre che – dal momento che Jensen non poteva “tornare” – quello che è tornato sembra Jensen, ma è un corpo con un’altra anima, profondamente disturbata dall’anomalia creata dalla violazione delle regole di tutti i giochi. Esteriormente, Jensen è ancora lo studente di cui Tru si è innamorata. Segretamente, è diventato uno psicopatico che a poco a poco si rivela un serial killer. Tru si rende conto a poco a poco dell’orribile verità: il “nuovo” Jensen è un mostro, ed è stata lei a crearlo. Decide così di allearsi con l’esperto di morte, Jack, per cercare di tornare indietro ed eliminare Jensen prima che inizi a uccidere. Alla fine, i due Poteri collaborano contro un’anomalia che rischia di metterli in discussione entrambi.
Ma chi ha ragione? Tru o Jack? In un dialogo che non sentiremo mai, rivelato dalla Egan, Tru torna indietro nel tempo per salvare una donna. Jack la supplica di non farlo, e Tru gli chiede cosa c’è di male a salvare una vita. “Jack: È sbagliato perché c’è un Piano più grande di quanto chiunque possa capire. Se questa donna vive il Piano esce dai binari. Questa donna sarà a casa quando il suo vicino avrà un attacco di cuore. Lo salverà, il vicino sopravviverà e abuserà dei suoi due figli. Uno dei due bambini diventerà il prossimo Unabomber. L’altro sposerà una donna che era destinata a un altro, a un medico che lei avrebbe aiutato a scoprire la cura per il cancro. Tru: Non puoi saperlo! Jack: Ma so che c’è un Piano e che tu lo stai distruggendo”.
Ha ragione Tru? La serie ci ha abituato a rispondere di sì, ma se la Fox non ce l’avesse fermata a metà l’avremmo vista, almeno nel caso di Jensen, finire per dare ragione a Jack. La lezione – che nasce gnostica e pagana, ma che in qualche modo ogni visione religiosa mette in conto – è che la vita e la morte sono entrambe necessarie, che senza l’“ombra” junghiana la luce non è luce. O che, per dirla con Doris Egan, “il fatto che Quelli per cui lavora Tru sembrino privilegiare la libertà di scelta umana potrebbe farvi pensare che il loro piano è quello che tutti preferiamo. Ma, se fossi in voi, non scommetterei il futuro dell’intera razza umana basandomi solo sul fatto che Essi sembrano più gentili ed educati”. Amen: ma si potrebbe rispondere, con Pierre Corneille, il poeta cattolico contemporaneo e critico di Milton, che si deve essere grati al cristianesimo perché ci ha liberati dalla dittatura del Fato, spostando il problema della libertà e del destino dell’uomo su un piano completamente diverso.
dal sito www.cesnur.org
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